domenica 27 aprile 2014

Due righe per raccomandarti una persona...

Negli anni sessanta era prassi consolidata il "bigliettino". Lo usavano alti prelati oltre naturalmente politici e personaggi influenti del nostro paese italico. Sul classico biglietto da visita sbarrato il titolo per quel senso di noblesse oblige venivano scritte di proprio pugno poche righe con le quali s'invitava il destinatario a prendere a cuore le necessità del latore che con molta deferenza arrivava a porgerlo al destinatario. Era la classica "raccomandazione" che nei decenni seguenti ha permesso a migliaia di politici di allargare la sfera del proprio elettorato concedendo favori di ogni genere. Un paese che non ha mai riconosciuto il merito ma ha sempre promosso il raccomandato. Uno scambio di favori che spesso ha trovato nel ricatto la molla vincente per arrivare allo scopo. eppure c'è ancora oggi qualcuno che dichiara di aver raggiunto determinati traguardi esclusivamente per propri meriti senza dover ringraziare alcuno. Quando l'ho ascoltato pronunciare ho sempre fatto tanta fatica a crederci.

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